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Africa Orientale Italiana

UCCELLI DELL'AFRICA ORIENTALE ITALIANA : L'AGAPORNIS TARANTA O INSEPARABILE ALINERE

Questa breve descrizione dell’Agapornis taranta si trova nella famosa e rara trattazione di E. Moltoni – G.Gnecchi Ruscone “Gli Uccelli dell’Africa Orientale Italiana” edita da Tip. F.lli Fusi nell’anno 1940, e di cui riporto lo scritto integrale che si trova a pag. 46-47. Si tratta di una descrizione di questa specie, una delle poche edite in lingua italiana e non in lingua inglese, scritta da nostri connazionali in un periodo non proprio recente e che trovo molto interessante e soprattutto con termini originali italiani e non tradotti da altre lingue.Inseparabile alinere – Agapornis taranta (Stanley)“Si tratta del Pappagallo più piccolo vivente nel nostro Impero ed è subito riconoscibile per la sua lunghezza che non oltrepassa i 17 centimetri.Il colore generale è verde; fanno eccezione le copritrici primarie, le remiganti secondarie, le copritrici inferiori delle ali ed una fascia sulla coda che sono nere; le piume della fronte, il becco ed un anello intorno agli occhi sono rossi; le remiganti primarie sono bruno-scuro con l’orlo esterno verdastro; le piume del groppone e del sopracoda sono di un verde più brillante mentre quelle del capo possono avere una sfumatura giallastra; la base delle piume della coda è gialla almeno sul vessillo interno.Il becco, come abbiamo già detto, è rosso però la mandibola è più pallida della mascella superiore; l’iride varia tra il bruno-scuro ed il rosa-rosso; le zampe sono azzurro grigio con unghie neraste.Le femmine non hanno il rosso della fronte e così pure i giovani nei quali ultimi le copritrici inferiori delle ali sono bruno-scure; il becco è meno rosso di quello dei maschi.La lunghezza totale è di mm. 155-165; l’ala mm. 95-108; la coda mm. 44-55 ed il tarso mm. 13-14.E’ uccello che si adatta bene alla schiavitù tanto che dopo il 1900 se ne sono visti diversi individui presso gli amatori europei ed extra europei.Abita l’Abissinia e l’Eritrea e precisamente fu rinvenuto nelle seguenti località:tra Ghinda ed Asmara, Mensa, Ela Bared, Saganeiti, Arbaroba, Adigrat, Tigrai, Rayrayguddi, Bahar Dar, Dangila, Kolla di Aigaber, Kolla di Mantek, Let-Marefià, Sciotalit, Denz, Foresta di Fecheriè-Ghemb, Felek-lek, Entotto, Ancober (Scioa), Eifat (Scioa), Bauer, Garamullata, Gherfità (M. Uorchè), Djafa, Monti Zumala, Ladscho, Abakara, Sinè e Anzanzara (Arussi), Lago Ailan, Urso, Altipiano degli Arussi, Provincia di Ginderat, Distretto di Kollu, Valle dell’Auasc, Giam Giam, Cofali, Botolo, Sidamo e Lacu presso il Lago Margherita, Duco, Ghimirra, ecc…Vive in branchetti che qualche volta si riuniscono anche a formare grossi sciami. In volo si riconosce tra l’altro per il suo acuto grido che l’Antinori trascrive come un guì, guì, guì, zrì, zrì, zrì ben percepibile a distanza; si rinviene nelle foreste ad alti alberi, come pure sui ginepri e sulle euforbie a candelabro, e nelle zone adatte è piuttosto frequente; fu rinvenuto abbondantissimo in tutto l’altipiano dell’Acchelè Guzzai (Saganeiti); è specie delle zone alte come il Degà alpino.Si nutre di frutti diversi ed ama principalmente le coccole del ginepro arboreo (Juniperus procera) le drupe di cordia e i frutti dei sicomori. Può recare sensibili danni saccheggiando i campi coltivati.Fa il nido nel cavo degli alberi come le precedenti specie; il Ragazzi a Sciotalit, nello Scioa, trovò il 2 luglio 1886 una femmina che aveva nel corpo diverse uova di cui uno era già pronto, un altro molto grande ed altri più piccoli; ciò dimostra che in quella zona nidifica in estate.”Il testo si presta ad alcune osservazioni e riflessioni, anche considerando la competenza di chi lo ha scritto ed i riferimenti provati. A tal proposito le località suddette evidenziate in neretto sono citate come siti IBA per l’Agapornis taranta anche da “BirdLife International” nel 1996-2000 (v. articolo) e probabilmente ve ne sono altre con il nome modificato in lingua inglese.Pare interessante la descrizione fenotipica e morfologica della specie in quanto si notano alcune leggere differenze rispetto ai testi successi e non vi è menzione alcuna della sottospecie A. taranta nanus propria dell’Eritrea.E’ interessante anche la nota relativa al suo adattamento alla vita presso l’uomo fin da inizio secolo, ma non viene indicato alcun successo riproduttivo in cattività.Viene anche confermata la variabilità del periodo riproduttivo a seconda del luogo di stanziamento degli esemplari. La dieta è quella conosciuta. Luca Bernardis



INSEPARABILE ALI NERE O D'ABISSINIA







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