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Agapornis lilianae

Un'esperienza d'allevamento dell'Agapornis lilianae

EsperienzaLa mia esperienza con questa specie è stata di breve durata (circa 3 anni) anche se proficua in termini riproduttivi. Ho voluto cimentarmi con l’A. lilianae dopo aver letto un articolo sul loro allevamento pubblicato su Italia Ornitologica, anche perché ero rimasto affascinato dalla loro tipicità (taglia e portamento) rispetto alle altre specie congeneri. Anche se la taglia degli esemplari di allevamento è considerevolmente maggiore di quella degli esemplari di cattura, che ho potuto una volta sola ammirare nella mostra-mercato della più nota manifestazione ornitologica italiana. Questa specie di Agapornis è originaria della Tanzania, Zimbabwe e Zambia ed in natura ama vivere in colonia, nutrendosi di semi, frutta, ecc…Procuratomi in autunno una coppia giovane da un amico allevatore siciliano ed un’altra presso un allevamento estero, mi sono prodigato affinché gli esemplari si riproducessero la primavera seguente, fornendo loro un’alimentazione simile a quella che davo agli esemplari di A. nigrigenis (v. sez. “Articoli”) ed apprezzando nel contempo la buona indole di questa specie verso i propri simili e verso l'allevatore ed i loro suoni e richiami per nulla forti e fastidiosi. All’inizio della primavera ho posizionato i nidi orizzontali a camera unica, fornito loro rametti di salice in abbondanza e con impazienza ho aspettato novità che non hanno tardato a giungere...........La coppia italiana ha deposto prima di quella estera (circa 1 mese) con 5 uova fertili e tutte schiuse e con lo svezzamento perfetto dei 5 pullus. La coppia estera ha deposto 4 uova di cui 3 fertili, anch’essa svezzando bene i pullus. Nel frattempo la coppia italiana ha fatto una seconda covata con esiti numericamente identici alla prima, mentre l’altra coppia non ha più deposto. Tali due coppie si sono poi riprodotte regolarmente nel mio allevamento in primavera-autunno (due covate/anno) per tutto il periodo che ho avuto il piacere di averle, poi la mia “frenesia” mi ha spinto verso altre esperienze…..ConclusioniGli Agapornis lilianae si sono rivelati buoni riproduttori, sufficientemente rustici anche se soggetti a stress più dei congeneri e di costituzione più delicata, ma ben adatti all’allevamento in gabbia. Mi aspettavo un più difficile approccio ed invece non mi ricordo problematiche particolari a loro carico, né difficoltà riproduttive. Non è molto impegnativo (a mio parere) farsi un buon ceppo, partendo da esemplari selezionati con taglia, zone di elezione e colori già sufficientemente impostati. La specie però (sempre a mio parere) non si presta alle esposizioni ornitologiche in quanto tutto sommato poco appariscente e caratterizzata (come dire…..si perde…) e troppo simile all’A. fischeri per un occhio profano. E’ senz’altro però una specie da provare ad allevare, anche nelle mutazioni finora apparse quali il verde scuro e l’oliva, il nsl-ino, il blu…..facendo bene attenzione a non incappare in esemplari con ascendenti lontani della specie A. fischeri che di solito si manifestano negli esemplari ancestrali e nei portatori con riflessi bronzei nel capo e riflessi blu-viola nel codrione. Luca Bernardis



INSEPARABILE ALI NERE O D'ABISSINIA







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