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Formazione 2

Formazione del Ceppo : l'allevamento in selezione(parte seconda)

5.Questo lavoro dà ottimi risultati (se anche la partenza è stata buona) in 2-3-4 anni, con la realizzazione di un ceppo solido e dalle caratteristiche prettamente positive come tipo, forma, e posizione. Qualche ottimo esemplare “campione” può manifestarsi anche prima e sarà cura dell’allevatore farlo “fruttare” al massimo con gli opportuni accoppiamenti, senza mai cederlo. 6.A lungo andare un ceppo avrà un andamento a parabola con una costante ascesa, un picco massimo ed un lento declino. Per ovviare a ciò è necessario “rinsanguare”, cioè introdurre al momento giusto degli esemplari selezionati che facciano “ripartire” il ceppo. Una o due coppie possono bastare avendo l’accortezza di farle riprodurre prima fra loro (come verifica delle loro caratteristiche) ed accoppiando in seguito la prole migliore con gli esemplari del ceppo originario. Selezione e consanguineitàQualsiasi specie si presta ad essere allevata in selezione, chiaramente nel nostro caso ci saranno difficoltà maggiori se si allevano specie “difficili” tipo Cana o Taranta , piuttosto che specie “facili” tipo Roseicollis o Fischer, anche se le difficoltà sono sempre rapportate alla bravura dell’allevatore.Per selezione intendiamo la scelta dei riproduttori, che deve essere fatta considerando alcune caratteristiche: funzionale (tipo, attitudine alla cova, ecc.), sanitaria (sano, esente da malattie, senza tare ereditarie, ecc), genetica (ascendenza, discendenza, mutazioni, ecc.).Ogni allevatore si prefigge lo scopo di produrre novelli superiori ai loro genitori e per fare ciò deve considerare tutti questi fattori quando accoppia i suoi esemplari.Gli accoppiamenti possono essere di 4 tipi: a vista (scelti prevalentemente per le loro caratteristiche esteriori), in consanguineità (scelti per esaltare e fissare certe caratteristiche pregevoli presenti), compensativi (per compensare i difetti) e di reincrocio (esemplare consanguineo con esemplare in selezione).L’accoppiamento di Agapornis in consanguineità non riscuote le mie simpatie per vari motivi che qui non vado ad elencare ed in quanto non credo ci siano le premesse per operare in tale modo come per i Canarini. E’ indubbio che accoppiando in consanguineità si esalta al massimo il valore di un ceppo, ma nel nostro caso con accoppiamenti mirati di esemplari in selezione i buoni risultati sono certi. Ricorderò quindi brevemente solo i principali gradi di parentela esistenti nell’allevamento in consanguineità:•1° grado: tra padre e figlio•2° grado: tra nonno e nipote o tra fratelli•3° grado: tra bisnonno e pronipote o tra zio e nipote•4° grado: tra cuginiLa consanguineità viene detta: stretta (1° e 2°), media (3° e 4°) e larga (gradi successivi).Nella creazione e mantenimento del nostro ceppo ci sarà comunque bisogno (prima o poi) di qualche accoppiamento in consanguineità: la frequenza e la necessità temporale di questo è lasciata all’arbitrio dell’allevatore, che non dovrà mai esagerare reiterandola in maniera consecutiva.ConclusioniCi sono ancora tre punti che meritano di essere esposti, al pari di tanti altri che però per questioni di spazio non sono stati nemmeno sfiorati.Il primo è la tenuta di un “registro di allevamento”, essendo lo stesso utilissimo per non perdere “il filo” dopo un paio di anni, lo stesso può essere in forma cartacea o multimediale e deve essere obbligatoriamente abbinato (nel nostro caso) ad un registro “Cites” di detenzione.Il secondo è che, sia che si voglia allevare un ceppo per le mostre ornitologiche o per puro diletto, sono indispensabili gli anellini inamovibili (da 4,5-5 mm. in acciao o in duralluminio) recanti anno di nascita e numero dell’esemplare. Se poi si decide di iscriversi a qualche Associazione Ornitologica su questi ci sarà anche il nostro codice allevatore (r.n.a.) a garanzia della provenienza certa degli esemplari.Il terzo è che, assodato il saper allevare una o più specie, bisogna “farsi l’occhio” per saper individuare e giudicare la perfezione del singolo esemplare dell’allevamento per poi poterlo accoppiare con un secondo esemplare pari merito o compensativo di un possibile difetto del primo. In tal modo si cercherà di migliorare sempre lo Standard espositivo e riproduttivo del proprio ceppo.Il segreto per formare un ceppo di eccellenza, in gran parte è tutto qui!- Luca Bernardis

..........segue dalla parte prima



INSEPARABILE ALI NERE O D'ABISSINIA







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