Homepage Su di me Immagini Articoli Disponibilità E@mail Libreria Link Cites Nigri un'esperienza ... Denuncia di nascita Dichiarazione di Cessione Denuncia Dichiarativa Richiesta Registro Detenzione Agapornis tar 1 Forpus 1 Formazione 1 Nozioni di base 1 Nuove nascite : M o F Le mutazioni fenotipiche Siti IBA Agapornis taranta Formazione 2 Forpus 2 Descrizione - Habitat - Standard Agapornis tar 2 Nozioni di base 2 Nozioni di base 3 Immagini 2 Tabelle giudizio Tabella difetti Mostre NEWS SITO Genere Aga 1 Genere Aga 2 Genere Aga 3 Certificato sanitario Gestione sanitaria allevamento Statistiche mostre Particolarità alimentari Particolarità 2 Allevatori Nido taranta 57° C.M. Piacenza Caso particolare Obbligo inanellamento Osservazioni Comportamentali Osservazioni comp. 2 Osservazioni 3 Osservazioni 4 Agapornis lilianae Comunicato standard Foto Mondiale Gestione sanitaria Gestione 2 NUOVA MUTAZIONE : PARBLEU Agapornis Canus Preparazione alle cove Africa Orientale Italiana Aga Personatus PSITTINUS Immagini 3 Statistiche 04-09 Taranta a concorso 2009 Nuova mutazione 2 Codirosso Mutazione Misty Immagini 4 Statistiche mostre 2 Forpus 2Devo precisare che non ho avuto occasione di assistere agli accoppiamenti, ma la deposizione è iniziata circa a metà marzo con 6 e 5 uova per nido, mentre la cova con la deposizione del 2° uovo. In questo periodo le femmine raramente uscivano dal nido facendosi accudire dai maschi e diventando (anche durante lo svezzamento) aggressive, ostacolando con soffi, postura protettiva e penne gonfie le mie ispezioni ai nidi. Ho avuto inoltre l’impressione che anche il maschio partecipi saltuariamente alla cova. Per anellare i pullus bisogna mettere in preventivo qualche beccata, in quanto anche se spostata a forza, la femmina non abbandona il nido ma si limita a sostare nella camera d’ingresso sorvegliando attentamente le operazioni e dimostrando tutta la sua insofferenza con soffi e finti (ma non tanto) attacchi alla mano dell’allevatore.Sperate le uova al 7° giorno, con mia somma gioia, sono risultate feconde 4 per nido. Da questo momento ho limitato al massimo le mie ispezioni per non arrecare troppo disturbo e durante l’ultima settimana di cova ho fornito il bagnetto sempre a disposizione e nei giorni più secchi provvedevo a nebulizzare giornalmente l’esterno del nido con acqua. La schiusa è avvenuta nel primo nido con un periodo di incubazione di 21 giorni e di 22 giorni per il secondo, con le altre uova schiuse nei due giorni seguenti per ambedue i nidi. Le uova già rivelatesi chiare sono state lasciate nel nido per circa una settimana a protezione dei pulls da eventuali schiacciamenti data la scarsa imbottitura del nido.I pullus nascono con pelle rosea, occhi chiusi e con il corpo ricoperto di una leggerissima e rada peluria bianco-grigia e vengono alimentati inizialmente solo dalla femmina a sua volta alimentata dal maschio. Nel giro di 10/12 giorni aprono gli occhi ed iniziano a mettere le penne. Il primo nato si differenzia dall’ultimo ben più rispetto a quanto potrebbe essere dovuto per motivi temporali, inoltre i pullus sono paurosi e temono le visite periodiche dell’allevatore. I novelli hanno abbandonato il nido dopo 34 giorni giorni e sono rimasti con i genitori fino al 44 giorno, cosa essenziale per un corretto sviluppo successivo. Successivamente li ho separati con il divisorio consentendo ancora sporadiche imbeccate dal maschio fino al 55 giorno, in quanto nel frattempo le femmine si sono dedicate ad una nuova cova. Nel periodo di svezzamento è opportuno somministrare nel pastoncino dei sali minerali ed un complesso multivitaminico in gocce nell’acqua di bevanda. Nel caso non si voglia permettere una nuova cova è bene togliere il nido onde evitare che il maschio voglia riaccoppiarsi e quindi diventi violento con i novelli. Inoltre, prima della successiva cova, uso somministrare ai riproduttori dell’aceto di mele nel beverino, per ristabilire il giusto ph e regolarizzare l’assorbimento metabolico.Mutazioni ed ibridazioniNel mio caso specifico dalla coppia ancestrale sono ovviamente nati tutti soggetti puri, mentre dalla coppia blu sono nati tutti soggetti blu. La mutazione blu essendo autosomica recessiva può essere usata per creare dei soggetti ancestrali/portatori di blu. Accoppiando un soggetto puro con un soggetto blu, la prole sarà tutta ancestrale/blu. E’ utile anche per rinvigorire il ceppo blu accoppiare blu x ancestrale/blu: in questo caso nasceranno 50% M/F blu e 50% M/F ancestrali/blu. Esistono inoltre altre mutazioni quali la lutino, albino, cannella, ecc. molto belle che però a mio avviso hanno fatto scadere un po’ la specie in vigoria ed aspetto fenotipico-morfologico. Tutte le mutazioni sono autosomiche recessive nei Forpus coelestis.Personalmente mantengo sempre una quota di coppie ancestrali in cui seleziono le caratteristiche fenotipiche-morfologiche e riproduttive della specie.Sono a conoscenza di ibridazioni con alcune specie dello stesso Genere ma tale pratica la considero fine a se stessa in quanto ben difficilmente nei pappagalli apporta migliorie ed anzi un’allevamento in purezza delle specie è raccomandato per la salvaguardia delle stesse.ConclusioniQuesta simpatica e minuta specie si presta ottimamente all’allevamento amatoriale essendo rustica, dimorfica, di piccole dimensioni e sufficientemente socievole.L’alimentazione non presenta difficoltà neppure nel periodo dello svezzamento e l’unica accortezza necessaria è quella di separare per tempo i novelli dai genitori e dopo il 5°-6° mese di età anche i novelli maschi dalle pari età femmine, per evitare furiose baruffe, oppure di approntare già le coppie in gabbie singole.In conclusione di queste brevi note invito senz’altro gli appassionati a provare l’allevamento dei Forpus coelestis in quanto interessante e ricco di soddisfazioni.- Luca Bernardis Forpus coelestis coelestis : esperienza d'allevamento(parte seconda) ...........segue dalla parte prima INSEPARABILE ALI NERE O D'ABISSINIA Per poter visualizzare tutti i contenuti è necessario avere la versione attuale di Adobe Flash Player. |