Homepage Su di me Immagini Articoli Disponibilità E@mail Libreria Link Cites Nigri un'esperienza ... Denuncia di nascita Dichiarazione di Cessione Denuncia Dichiarativa Richiesta Registro Detenzione Agapornis tar 1 Forpus 1 Formazione 1 Nozioni di base 1 Nuove nascite : M o F Le mutazioni fenotipiche Siti IBA Agapornis taranta Formazione 2 Forpus 2 Descrizione - Habitat - Standard Agapornis tar 2 Nozioni di base 2 Nozioni di base 3 Immagini 2 Tabelle giudizio Tabella difetti Mostre NEWS SITO Genere Aga 1 Genere Aga 2 Genere Aga 3 Certificato sanitario Gestione sanitaria allevamento Statistiche mostre Particolarità alimentari Particolarità 2 Allevatori Nido taranta 57° C.M. Piacenza Caso particolare Obbligo inanellamento Osservazioni Comportamentali Osservazioni comp. 2 Osservazioni 3 Osservazioni 4 Agapornis lilianae Comunicato standard Foto Mondiale Gestione sanitaria Gestione 2 NUOVA MUTAZIONE : PARBLEU Agapornis Canus Preparazione alle cove Africa Orientale Italiana Aga Personatus PSITTINUS Immagini 3 Statistiche 04-09 Taranta a concorso 2009 Nuova mutazione 2 Codirosso Mutazione Misty Immagini 4 Statistiche mostre 2 Genere Aga 3Genere Agapornis : stato di conservazione in natura(parte terza) ......segue dalla parte seconda - Agapornis pullarius (Inseparabile faccia rossa) - LCQuesta specie viene indicata come “Minima Preoccupazione” in quanto occupa un’areale globale di circa 2.300.000 km2 localizzato nell’Africa centrale ed occidentale (Ciad, Congo, Costa d’Avorio, Uganda, Nigeria, ecc.) dove seppur presente in modo irregolare (non comune) viene considerato di buono status e stanziale. Il suo areale si sovrappone in alcuni luoghi con l’areale dell’A. Swindernianus, ma non si hanno notizie su eventuali casi di ibridazione. Anche questa specie trova alcune difficoltà ad essere riprodotta in cattività in buon numero per la particolare metodologia di allevamento necessaria e per la sua ancora scarsa diffusione fra gli allevatori.- Agapornis roseicollis (Inseparabile faccia rosa) - LCQuesta specie viene indicata come “Minima Preoccupazione” e dallo scorso anno, unica specie del Genere Agapornis, è stata declassata anche dagli elenchi Cites non rientrando più in nessun obbligo normativo al riguardo. Il suo areale è vasto (circa 470.000 km2) ed è considerata stanziale e con buono status in Namibia, Sudafrica ed Angola anche se in quest’ultima nazione c’è stato nel corso degli anni un prelievo commerciale di migliaia di esemplari di cattura che ha portato ad una lieve diminuzione della popolazione. Viene comunque considerata in buon progresso numerico, questa volta anche grazie all’intervento umano (irrigazione, siti di nidificazione, colture, ecc.). In cattività la specie è comunemente allevata.Considerazioni finaliSono sicuro che agli allevatori già esperti del Genere Agapornis, balzano subito agli occhi alcune particolarità significative di questi dati:- la specie più in pericolo appare l’A. nigrigenis, una specie da noi oramai comunemente allevata (anche in mutazione) e che non richiede particolari accorgimenti metodologici; ma d’altro canto l’A. swindernianus gode di “ottima salute” sia numerica che di areale: però (è strano!) chi lo ha mai visto…....almeno fotografato dal vivo?- se l’A. canus è specie diffusa ed abbondante in natura, ma rara e difficile in cattività……..dove sono andati a finire i quasi centottomila esemplari di cattura esportati negli ultimi anni?- chi avrebbe immaginato che l’A. fischeri, che in cattività è secondo solo all’A. roseicollis come diffusione e varietà di mutazioni, potesse trovarsi in natura fra le “specie a rischio”?- appare evidente che l’intervento umano può essere una delle cause del declino di una specie, ma per fortuna anche del suo ritorno in auge!- se l’ibridazione è adottata spontaneamente fra due specie in natura, viene sempre considerata riprovevole oppure potrebbe fare parte anch’essa del processo evolutivo?Sperando di aver fatto cosa utile riportando queste note, per finire mi permetto un’invito agli appassionati che allevano o vorranno allevare l’A. nigrigenis: vista e considerata la situazione direi che è d’obbligo mantenere in ogni allevamento almeno una linea pura ancestrale, senza inquinarla con inserimenti di esemplari portatori di mutazioni recessive od altro. L’A. nigrigenis attualmente è senz’altro una specie “sul filo del rasoio” e potrebbe essere necessario in futuro effettuare delle re-introduzioni nel suo habitat e gli allevatori dovrebbero esserne parte attiva, però questa volta facendo fare alla specie il percorso inverso, a testimonianza che la nostra passione può aver “preso” in passato……ma anche potrà “dare” molto in futuro! Luca Bernardis INSEPARABILE ALI NERE O D'ABISSINIA Per poter visualizzare tutti i contenuti è necessario avere la versione attuale di Adobe Flash Player. |