Homepage Su di me Immagini Articoli Disponibilità E@mail Libreria Link Cites Nigri un'esperienza ... Denuncia di nascita Dichiarazione di Cessione Denuncia Dichiarativa Richiesta Registro Detenzione Agapornis tar 1 Forpus 1 Formazione 1 Nozioni di base 1 Nuove nascite : M o F Le mutazioni fenotipiche Siti IBA Agapornis taranta Formazione 2 Forpus 2 Descrizione - Habitat - Standard Agapornis tar 2 Nozioni di base 2 Nozioni di base 3 Immagini 2 Tabelle giudizio Tabella difetti Mostre NEWS SITO Genere Aga 1 Genere Aga 2 Genere Aga 3 Certificato sanitario Gestione sanitaria allevamento Statistiche mostre Particolarità alimentari Particolarità 2 Allevatori Nido taranta 57° C.M. Piacenza Caso particolare Obbligo inanellamento Osservazioni Comportamentali Osservazioni comp. 2 Osservazioni 3 Osservazioni 4 Agapornis lilianae Comunicato standard Foto Mondiale Gestione sanitaria Gestione 2 NUOVA MUTAZIONE : PARBLEU Agapornis Canus Preparazione alle cove Africa Orientale Italiana Aga Personatus PSITTINUS Immagini 3 Statistiche 04-09 Taranta a concorso 2009 Nuova mutazione 2 Codirosso Mutazione Misty Immagini 4 Statistiche mostre 2 Gestione sanitariaAGAPORNIS TARANTA :Gestione Sanitaria d'Allevamento - 1 PremessaQuesto breve articolo vuole essere d’aiuto e di informazione per una gestione sanitaria nell’allevamento amatoriale medio-piccolo di A. taranta. Qui viene trattato l’iter sanitario annuale che applico nel mio allevamento composto mediamente da 12/15 coppie riproduttive. Non vi si troveranno ricette segrete né rimedi miracolosi ma solamente normale prassi gestionale, in quanto a mio parere le cose semplici ma ben fatte e correttamente applicate sono sempre foriere di buoni risultati. Non pretendete di avere un allevamento “sterile” ma neppure di averlo “lercio”: la giusta via stà sempre nel mezzo! Il motto “prevenire è meglio che curare” deve essere sempre presente in ogni allevamento: se si dovrà “curare”, allora vorrà dire che avremmo fallito l’obiettivo sanitario che ci eravamo prefissi e dovremo perciò cambiare metodologia.Acquisto e sistemazioneUn buon inizio è sempre fondamentale in tutte le cose e quindi un buon acquisto di esemplari (coppia o singoli) sani e senza patologie apparenti e/o nascoste è il primo giusto passo per una corretta gestione sanitaria successiva. La prassi più sicura sarebbe quella di acquisire esemplari solo se provvisti di certificato esame PCR che attesti la negatività almeno al Poliomavirus ed alla PBDF, questo però non sempre è possibile (anzi raramente) ed allora per quanto riguarda queste due patologie che possono presentare portatori sani, è fondamentale la reputazione del cedente e la situazione d’allevamento da cui provengono gli esemplari: un allevamento esente, avrà di solito nascite regolari, assenza o quasi di decessi senza motivo e svezzamento di pullus/anno nella media con novelli ben impiumati e di buon aspetto morfologico/fenotipico. Comunque una volta acquisito l’esemplare se non si è certi al 100% del suo stato di salute, sarà bene alloggiarlo per 30/40 giorni (quarantena) in luogo diverso dal proprio locale d’allevamento, in modo da poterlo monitorare ed anche eseguire analisi se necessario (tampone cloacale, virologiche, ecc..), intervenendo eventualmente sanitariamente per tempo e senza rischiare di arrecare danno (contagio) agli esemplari già presenti nell’allevamento. Successivamente si andrà colà ad inserire il nuovo esemplare, avendo così avuto anche il tempo per abituarlo gradualmente alla dieta attuale (del periodo) del vostro allevamento. Se si partecipa a mostre ornitologiche sarebbe opportuno cedere di volta in volta gli esemplari esposti, ma se questo non è possibile bisogna alloggiare gli esemplari che partecipano a una o più mostre in locale diverso, onde poterli monitorare senza rischi per le coppie riproduttrici. Avere un buon manuale veterinario sottomano può aiutare (v. “Libreria”).Gli esemplariCome tutti gli animali anche i nostri A. taranta necessitano di alcuni accorgimenti per favorire una migliore vita e permanenza in allevamento. La cura che si ha degli esemplari si riflette sugli esiti riproduttivi degli stessi e contribuisce a garantire una continuità nel tempo del nostro ceppo ad un buon livello. Oltre ad una varia e corretta alimentazione (vedi sez. “Articoli”), la disponibilità saltuaria e/o continua del blocchetto di sali minerali, osso di seppia, grit marino con carboni vegetali, integratori multivitaminici, prodotti per la pulizia delle piume/penne con frequenti abluzioni, unguento per la scagliosità delle zampe, legni appositi per lo svago ma che servono anche per il normale consumo del becco, favoriscono una corretta loro permanenza in allevamento. Questi sono tutti elementi che gli esemplari troverebbero liberamente in natura ma che in allevamento dobbiamo invece mettere loro a disposizione ……. dato che l’equivalenza gabbia=natura non funziona se non integrata da un fattore (e cmq sempre parzialmente): gabbia+allevatore=natura.Locale e gabbieIn un locale di allevamento con il passare del tempo ed a seconda del numero degli esemplari presenti si forma il cosiddetto “microbismo ambientale” che altro non è che la carica batterica presente nell’ambiente. Corretti parametri, igiene e non sovraffollamento limitano ed annullano gli effetti di detto fenomeno. Un corretto locale d’allevamento di A. taranta deve disporre (ove possibile) di luce naturale abbondante, di ricambio d’aria adeguato (5 vol./h), di umidità ambientale nella norma (60-65%), di una cubatura rapportata al numero delle coppie presenti (1,5 mc/coppia), di muri e pavimenti periodicamente lavati e sanificati con disinfettanti e prodotti a base di piretro, di un ionizzatore (non ozonizzatore), di un impianto luci alba-tramonto, di un igrometro/termometro, di un rilevatore di COV (composti organici volatili) e di una giusta igiene delle gabbie, lavandole completamente almeno tre volte all’anno (pre-mantenimento, pre-cova, post-svezzamento), e degli accessori che andranno puliti a fondo almeno mensilmente. Le gabbie devono essere del tipo zincato e non verniciato o similare e consiglio anche di dotarle di griglia sul fondo, onde evitare che gli esemplari vengano a contatto con le feci. Senza anche dimenticare una ideale gestione del reparto “magazzino” che è molto importante, evitando di somministrare alimenti scadenti e/o non conformi alle condizioni perfette di commestibilità, in quanto polveri e muffe sono spesse causa di gravi problemi di salute.Nidi e trattamenti preventiviL’igiene dei nidi è una parte fondamentale nell’allevamento di una specie: questi devono essere preventivamente puliti e trattati internamente con polvere di piretro (PBK) alla fine dello svezzamento e collocati in luogo asciutto e luminoso. Prima di riposizionarli sulle gabbie dovranno essere nuovamente puliti, controllati e sanificati, lasciandoli aperti in pieno sole almeno un giorno e ritirandoli alla sera. Se si notano internamente insetti e/o piccoli movimenti allora andranno anche “scottati” in forno o con un bruciatore: attenzione che non prendano fuoco! Numerosi allevatori attuano dei “trattamenti medicinali preventivi” per i loro esemplari, specialmente in periodo pre-cove: io sono contrario a tale pratica e non ho mai avuto bisogno di attuarla in quanto reputo inutile e dannoso cercare di curare ciò che non è presente! Gli unici trattamenti medicinali ma “integrativi” che attuo sono quelli descritti nella sez.“Articoli”.Parlando di prevenzione sarebbe invece corretta la visita annuale/semestrale di un veterinario aviare che a scopo preventivo e di accertamento svolga una serie di analisi standard onde certificare l’assenza di qualsivoglia patologia in atto. Questa prassi purtroppo non è radicata negli allevatori amatoriali, in quanto si è sempre convinti di essere esenti da questi problemi…...finchè non capita il brutto fatto proprio a te! ........continua su Gestione Sanitaria 2 INSEPARABILE ALI NERE O D'ABISSINIA Per poter visualizzare tutti i contenuti è necessario avere la versione attuale di Adobe Flash Player. |