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Nigri un'esperienza ...

L’Agapornis nigrigenis (Inseparabile guance nere) fa parte degli Agapornis dotati di anello perioftalmico nudo ed ha una taglia intermedia fra l’A. lilianae e l’A.personata. Non molto diffuso ed allevato rispetto ai più comuni roseicollis, fischer e personata è un pappagallo non molto socievole e timido, ma relativamente facile da far riprodurre in gabbia da cova o voliera. Esiste attualmente anche in mutazione verde scuro (SF) ed oliva (DF), blu, cobalto e malva, viola, lutino, diluito, slaty e misty ( ma l'ho visto 1 volta anche pezzato), però a causa del suo progressivo calo numerico in natura è preferibile e raccomandato agli allevatori mantenere sempre una quota di accoppiamenti in purezza ancestrale (wild type) per tutelare e garantire nel futuro la sopravvivenza della specie. Gli esemplari puri (e non portatori) si notano anche dal codrione che deve essere verde senza alcuna infiltrazione e/o riflesso di altro colore e nelle mutazioni dal bavaglino sulla gola che deve avere le stesse dimensioni presenti nell'esemplare ancestrale. La mia prima coppia di nigrigenis ha una storia curiosa, in quanto l’ho trovata per caso in una fiera ornitologica di paese da due differenti espositori/commercianti che probabilmente avevano scambiato i soggetti per dei personata: il maschio aveva l’anellino identificativo mentre la femmina ne era sprovvista, ma ambedue si presentavano fenotipicamente e morfologicamente in ottime condizioni. Fatto sta che, acquistati ed alloggiati in una gabbia da cova di dimensioni 60x30x40 con griglia sul fondo e possibilità del divisorio, si sono dimostrati subito affiatatissimi e nel giro di un mese e mezzo la femmina aveva deposto 4 uova, a giorni alterni, ed aveva iniziato la cova assistita assiduamente dal maschio dentro alla solita cassetta orizzontale monocamera di dimensioni 20x15x15, che aveva precedentemente ben imbottito con foglioline di salice, trucioli, piumette, rametti, ecc. L’alimentazione era composta dal solito misto di semi per Inseparabili più pastoncino morbido e secco, spighe di panico, mela e verdura a giorni alterni, grit marino, osso di seppia ed anche una integrazione di un complesso vitaminico in gocce nel beverino con frequenza di una settimana al mese. L’unico problema in questo periodo l’ho avuto a causa del poco feeling che c’era tra me e la nuova coppietta, cosa che ha causato molte difficoltà di ispezione del nido e di controllo in generale. Per il resto la femmina si dimostrava buona covatrice ed anche il maschio stazionava spesso all’interno del nido e forse aiutava la femmina nella cova. Al 7° giorno la speratura delle uova mi confermò che tutte erano state fecondate. La cova durò 23 giorni esatti dalla deposizione del 2° uovo e nonostante fosse un periodo di gran secco e caldo (umidità 40-50%) con opportuni accorgimenti sono riuscito a mantenere un tasso di percentuale al limite della schiusa (55-65%), che si verificò dapprima con la nascita di due pullus e nei due giorni seguenti, degli altri. Purtroppo un pullus morì quasi subito per cause sconosciute, mentre ai rimanenti la femmina non lesinò le imbeccate e già verso l’ 11° giorno aprirono gli occhi presentando anche l’inizio dell’impiumatura. L’alimentazione assidua e le cure, anche da parte del maschio, hanno permesso ai pullus l’uscita dal nido al 35° giorno ed il successivo svezzamento al 53° giorno, con la separazione tramite griglia dei novelli dalla coppia, onde permettere in tranquillità una nuova covata alla femmina. Cosa che però non si è verificata se non dopo un paio di mesi, lasso di tempo in cui la femmina non ha manifestato alcuna intenzione né di deporre né di imbottire il nido. Le considerazioni a cui sono giunto per un proficuo allevamento, avvalorate anche da successive esperienze, con questa bella specie di Agapornis sono le seguenti:1. la coppia deve essere domestica, ben ambientata ed in sintonia con l’allevatore.2. la normale e varia alimentazione è più che sufficiente per un corretto allevamento e svezzamento dei pullus.3. la tranquillità ambientale è un fattore decisivo da non trascurare se si vogliono ottenere risultati positivi.4. a differenza delle specie di Agapornis più comuni, i nigrigenis sono meno prolifici in quanto le cove non si susseguono ma subiscono l’estro della femmina.5. è fondamentale a tutela della specie disporre di soggetti ancestrali puri e non inquinati da precedenti incroci con personata o fischer.6. la specie nigrigenis non è ancora comune, viene spesso confusa con i personata ed è in pericolo di estinzione in natura: questi mi sembrano motivi in più per cimentarsi e diffonderla fra gli appassionati, vista anche la relativa facilità di allevamento che presenta.- Luca Bernardis

Un'esperienza d'allevamento dell'Agapornis nigrigenis



INSEPARABILE ALI NERE O D'ABISSINIA







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