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Obbligo inanellamento

Come già saprete dal 01 agosto 2008 (circolare C.F.S. 26/08) in Italia è in vigore l’obbligo di inanellare con anellino inamovibile i nuovi nati di esemplari che ricadano nell’Allegato B della vigente normativa Cites e di comunicarne i dati nella denuncia di nascita, questa già prevista di legge.La novità è stata accolta con differenti considerazioni e pensieri da parte degli allevatori di Psittacidi e dei Club di Specializzazione interessati. Come sempre nelle novità ci sono i pro e i contro da valutare e questo scritto si prefigge solo tale scopo, senza entrare nel merito della legittimità di tale provvedimento né della sua operatività legale nei confronti degli allevatori ed appassionati interessati. Nel nostro caso gli allevatori di Agapornis taranta, anche se questi si pongono obiettivamente al margine dell questione in quanto già tutti o quasi operanti nella modalità prevista dalla suddetta circolare.Di recente il C.I.A.A. (Club Italiano Allevatori Agapornis) si è fatto giustamente promotore di una richiesta scritta di precisazioni al riguardo e la risposta del Ministero dell’Ambiente è stata che si tratta di un “adeguamento alla normativa (legge 150/92) già esistente”.Io credo che tale provvedimento debba però essere inquadrato in una visione di più ampio respiro e che debba portare ad una revisione della normativa applicativa (dei regolamenti, non delle leggi) e che allo stesso tempo implichi una maggiore tutela agli esemplari da noi allevati ed una maggiore credibilità e trasparenza in questo settore (ricadente nella Cites) del movimento ornitologico/ornicolturale in Italia.A - Queste sono alcune delle principali motivazioni a favore, in ordine casuale:1)- L'anellamento di tutti gli esemplari nati limiterà fortemente "il sommerso" dei commercianti e non, che prima era inevitabilmente presente e che purtroppo per certi aspetti (evidenti) danneggiava il movimento e contribuiva a gettare ombre sullo stesso.2)- L'anellamento obbligatorio a mio parere è il primo passo (da verificare) verso un'apertura burocratica degli attuali adempimenti per le specie in Allegato B, per molti versi inutili: per dirne una, se un'esemplare mutato è anche anellato…...cosa c'entra con la normativa Cites? Almeno i mutati dovranno essere quindi esentati in futuro dalle altre incombenze normative.......solo denuncia di nascita ed anello, certificheranno in maniera assoluta la provenienza legale d’allevamento e non di cattura. Anche perché tali esemplari non potranno comunque essere utili in caso di possibili/necessarie reintroduzioni in natura della specie a cui appartengono.3)- In tutto il mondo ogni esemplare "protetto" da qualsiasi normativa e nato in allevamento era ed è dotato obbligatoriamente di anello di riconoscimento: l’errore era non farlo!4)- A cosa serve una denuncia di nascita se non è verificabile in modo certo? A nulla: le scappatoie ed i sotterfugi non si contano! O forse si dovrebbe fare l'esame DNA dei parentali a tutti gli esemplari nati negli allevamenti per poter avere dei riscontri oggettivi e certi?!5)- Per gli allevatori (seri) nulla cambia: personalmente e come moltissimi altri allevatori, oltre ad anellare tutti i nuovi nati, già fornivo i dati degli anelli corrispondenti ad ogni denuncia di nascita.6)- Mi sembra opportuno che oltre alla tutela degli allevatori, si debba pensare anche alla tutela degli allevati e l’inanellamento obbligatorio fornisce uno strumento in più atto allo scopo. B - Queste sono alcune delle principali motivazioni contro, sempre in ordine casuale:1)- l'appassionato con una o due coppie si troverà a fare una scelta: continuare (seriamente) nella sua passione o dedicarsi liberamente a specie esenti dalla normativa Cites.2)- L'obbligo di inanellamento comporta anche il diritto di poter avere anelli forniti (su richiesta) da chi è promotore dell'obbligo stesso! Questo è un principio elementare di democrazia e corretta applicazione delle leggi. Vedi ad esempio la normativa per l’allevamento degli uccelli indigeni adottata: le Province (almeno la mia) forniscono anelli a chi, già autorizzato, ne fà richiesta e senza caricarlo (se non è già iscritto) anche dell'obbligo ad iscrizioni varie ad associazioni o federazioni italiane od estere per avere gli anelli con cui poter adempiere agli obblighi ricevuti!3)- Alcune specie "intermedie" come diffusione, difficoltà di riproduzione, ecc.. quali A. fischer, A. personatus, Forpus coelestis, Bolborhynchus lineola, ecc..... è probabile che subiranno una lieve contrazione allevatoria all'inizio, ma come sempre......la ruota gira e la ricerca di nuove emozioni e di nuovi traguardi da parte degli appassionati, ristabilirà in breve le attuali proporzioni numeriche.4)- Ogni nuova normativa deve poter prevedere alcune possibili eccezioni in special modo nel campo ornitologico, dove la certezza è senz’altro un’opinione e gli inconvenienti sono sempre dietro l’angolo: i pullus che per provati e previsti motivi non possano venire per tempo anellati, dovranno poter essere regolarizzati in altro modo, conformemente alle disposizioni vigenti. Credo che tutto sommato questo “adeguamento normativo” si rivelerà positivo e che anzi fosse già auspicabile da tempo. Personalmente lo reputo corretto e giustamente applicabile con un po’ di buona volontà da parte degli interessati e da parte degli organismi preposti, che dovranno cercare nel futuro prossimo di “limare ed adattare” la novità alla realtà allevatoria attuale italiana (vedi punti B2 e B4). Vorrei infine sottolineare che la modalità normativa precedente (denunce senza anello) era una incongruenza palese, esistente solo da noi e che certo non giovava a nessuno, tranne ai soliti noti. Luca Bernardis

OBBLIGO DI INANELLAMENTO PER GLI ESEMPLARI CITES - ALLEGATO B



INSEPARABILE ALI NERE O D'ABISSINIA







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