Homepage Su di me Immagini Articoli Disponibilità E@mail Libreria Link Cites Nigri un'esperienza ... Denuncia di nascita Dichiarazione di Cessione Denuncia Dichiarativa Richiesta Registro Detenzione Agapornis tar 1 Forpus 1 Formazione 1 Nozioni di base 1 Nuove nascite : M o F Le mutazioni fenotipiche Siti IBA Agapornis taranta Formazione 2 Forpus 2 Descrizione - Habitat - Standard Agapornis tar 2 Nozioni di base 2 Nozioni di base 3 Immagini 2 Tabelle giudizio Tabella difetti Mostre NEWS SITO Genere Aga 1 Genere Aga 2 Genere Aga 3 Certificato sanitario Gestione sanitaria allevamento Statistiche mostre Particolarità alimentari Particolarità 2 Allevatori Nido taranta 57° C.M. Piacenza Caso particolare Obbligo inanellamento Osservazioni Comportamentali Osservazioni comp. 2 Osservazioni 3 Osservazioni 4 Agapornis lilianae Comunicato standard Foto Mondiale Gestione sanitaria Gestione 2 NUOVA MUTAZIONE : PARBLEU Agapornis Canus Preparazione alle cove Africa Orientale Italiana Aga Personatus PSITTINUS Immagini 3 Statistiche 04-09 Taranta a concorso 2009 Nuova mutazione 2 Codirosso Mutazione Misty Immagini 4 Statistiche mostre 2 Osservazioni ComportamentaliPremessaAvendo allevato nel tempo varie specie di Agapornis, mi sono reso conto che c'è una differenza comportamentale netta fra la specie Agapornis taranta (Inseparabile d’Abissinia o Ali Nere) e le altre specie del Genere. Considerando solo la riproduzione naturale con pullus svezzati esclusivamente dalla coppia (senza balie e senza l’aiuto dell’allevatore) si nota una facoltà di apprendimento innato nei novelli di A. taranta che non sembra dovuta, come pensavo all'inizio, all'indole più docile degli esemplari o magari alla coppia genitrice più "domestica" oppure alle condizioni ambientali più consone, ma ad una certamente presente "predisposizione genetica" all'apprendimento, all'emulazione in generale ed alla minore o nulla forasticità di detta specie, rispetto alle altre del Genere. EmulazionePer fare un semplice paragone, nemmeno da coppie di A. roseicollis (Inseparabile collo rosa) "domestiche e calme" risultano novelli così mansueti e curiosi verso l'ambiente dall'allevamento e verso l'allevatore stesso. Quasi tutti gli esemplari giovani di A. taranta si rapportano senza timore né paura, con l'esterno della gabbia: praticamente sembrano esemplari allevati a mano e sono certo che se ne avessi il tempo (sempre tiranno!) potrei liberarli nel locale che imparerebbero presto a tornare da soli nella loro dimora ed a colonizzare l’ambiente.Ora la domanda che si pone è semplice: cosa differenzia e perché, questa specie dalle altre del suo stesso Genere, alcune delle quali sono allevate da ben più tempo ed in numero assai maggiore (A. roseicollis su tutte) e che quindi dovrebbero mostrare loro queste caratteristiche, che invece sono proprie degli esemplari allevati in modo naturale in cattività di A. taranta.Basandomi sulle mie esperienze, posso intanto affermare che l'emulazione dei pullus/novelli verso i comportamenti della coppia genitrice è assai più marcato ed attento che non negli esemplari delle altre specie di Agapornis. Perchè questo avvenga solo negli A. taranta non sono ancora in grado di spiegarlo in modo certo, ma posso già fare alcune riflessioni in merito, anche considerando la relativa brevità temporale di allevamento e di diffusione numerica, di cui questa specie è stata oggetto presso gli allevatori fino ad ora……..e che non dovrebbe quindi avere influito su tali comportamenti prettamente interni alla sfera sociale naturale della specie considerata. Metodologia d’allevamentoConsultando pubblicazioni ornitologiche inerenti, scambiando pareri con altri allevatori italiani ed esteri e navigando inoltre in internet alla ricerca di ulteriori esperienze d’allevamento sugli A. taranta, ho notato che nella maggioranza dei casi ogni allevatore ha un suo metodo personale: i consigli e la metodologia variano di molto e non c'è un "filone unico e provato” di sicuro successo a cui potersi rifare e che caratterizza invece l’allevamento di molte altre specie! A fronte di ciò sorge spontanea una domanda: perché queste diversità di approccio? Questa particolarità fà riflettere ed induce a pensare che gli A. taranta siano una specie duttile ed ambientabile e che si presta con successo a differenti esperienze in cattività. Ma allora come si spiega la loro più volte menzionata e riportata difficoltà di allevamento? E' evidente una conflittualità di fondo, ma dove essa si trovi non è ancora dato saperlo con certezza: nei metodi, nei tempi, nei luoghi o negli esemplari a disposizione, oppure in altro ancora (forse sanitaria)? Alla luce di tutto ciò, come è possibile dunque proporre od adottare un protocollo unitario di allevamento, ad esempio del tipo pensato per il "Taranta Project", promosso giustamente a suo tempo dal C.I.A.A. (Club Italiano Allevatori Agapornis) e poi temporaneamente sospeso per l’emergenza sanitaria verificatasi a causa dell’influenza aviare, quando le esperienze al riguardo sono così varie e diversificate?Credo che attualmente l'unico parametro certo di scelta potrebbe essere quello relativo al rapporto “coppie/svezzati/anno”, che se non altro è indicativo di una comunque corretta gestione in allevamento della specie e che in media non dovrebbe essere inferiore a tre/quattro novelli per coppia, considerando che la specie in questione ben difficilmente affronta una seconda covata nel corso dell’anno a meno che la prima non sia andata a buon fine. Particolarità anche questa rispetto ai congeneri tutta da spiegare, ma penso legata in natura alle caratteristiche del suo habitat ed anche alla disponibilità alimentare annuale: in particolare dei frutti del ficus sycomorus (fico) e delle coccole del juniperus procera (ginepro) che sono due alimenti essenziali a mio parere nello svezzamento dei pullus.A tal proposito e per dovere di informazione va citata anche la sottospecie A. taranta nanus la quale si differenzia per le dimensioni più contenute (becco, ala e corpo) e che secondo alcuni autori ha la particolarità di poter deporre più volte annualmente. Non ho mai visto dal vero tale sottospecie, anche se alcuni esemplari provenienti da allevamenti del nord Europa farebbero pensare (come postura e dimensioni) a meticci fra la specie nominale e la sua sottospecie. Differenze comportamentaliTornando all'oggetto dell’articolo, si nota inoltre una netta diversità comportamentale fra i due sessi. Pur essendo entrambi caratterizzati dagli atteggiamenti suddetti, è palese un differente approccio di rapportarsi con l'esterno fra maschi e femmine della specie: le femmine sono molto più "prudenti" dei loro compagni e non si fidano mai completamente di nulla, anche se magari sono sorelle dei maschi più domestici e spavaldi e quindi hanno avuto e vissuto le loro stesse esperienze! Inoltre nel rapporto di coppia ho notato che è la femmina che “porta i pantaloni” e tutto ruota intorno ai suoi voleri ed al suo periodo riproduttivo. AGAPORNIS TARANTA : OSSERVAZIONI COMPORTAMENTALI IN ALLEVAMENTO(parte prima) continua nella seconda parte........... INSEPARABILE ALI NERE O D'ABISSINIA Per poter visualizzare tutti i contenuti è necessario avere la versione attuale di Adobe Flash Player. |