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PSITTINUS

PSITTINUS CYANURUS: Sogno o realtà? (Reportage)

Questo breve articolo vuole essere di informazione e di monito per la comunità degli allevatori di psittacidi e degli appassionati di ornitologia. La bella specie qui trattata si trova ad un “bivio di non ritorno” nella pratica allevatoria amatoriale, anche se fortunatamente in natura le cose sono molto differenti e questo piccolo e simpatico psittacide gode ancora di uno “Status” che per ora non desta grosse preoccupazioni. Parimenti la sua rarefazione negli allevamenti amatoriali ne stà pregiudicando seriamente la sua futura presenza in Europa anche a causa dei recenti divieti di importazione dal sud-est asiatico e questo sarebbe davvero un peccato, viste le caratteristiche tutte positive che esso esprime e che ben si adatterebbero per una sua progressiva diffusione presso gli allevatori e gli appassionati. Anche in considerazione di una futura eventuale necessità di reintroduzione in natura.Descrizione – Habitat – StatusIl Psittinus cyanurus cyanurus (Pappagallo dal groppone blu o Blue-rumped parrot) è l’unico rappresentante del Genere Psittinus, che presenta anche due sottospecie: P. c. Abbotti e P. c. Pontius, non presenti in Europa presso gli allevatori e quindi nel seguito si parlerà solo della specie nominale. Fenotipicamente è caratterizzato da colore prevalente sul verde, con penne orlate di giallo, zampe grigie e iride gialla. E’ specie dimorfica ed il maschio si differenzia dalla femmina per la testa ed il groppone blu-violetti, la parte superiore del becco arancio e l’inferiore grigio-nera; mentre la femmina ha testa e groppone marroni e becco tutto grigio scuro. I novelli sono simili alle femmine ma hanno la testa verde. La taglia è sui 18 cm. con coda corta e zampe robuste e sia la corporatura che le movenze assomigliano a quelle dell’Agapornis taranta.Il suo habitat comprende parte della Thailandia, la Malaysia, Sumatra, Borneo e Indonesia. Vive normalmente in coppia nelle pianure e nelle foreste di Mangrovie, nelle vicinanze delle aree coltivate e su isolati Ficus nei pascoli aperti. Il nido viene ricavato nelle cavità degli alberi a cospicua altezza, in cui la femmina depone 2-3 uova covandole senza l’aiuto del maschio. I giovani alla fine del periodo riproduttivo (che va da marzo a settembre) si riuniscono in stormi di 20 e più esemplari, frequentando le piantagioni e le pianure. Si nutre prevalentemente di semi, ortaggi, frutti e bacche selvatiche.Il suo Status in natura è considerato in leggero declino e la specie è inserita nella normativa Cites in Allegato B o II e recenti osservazioni (BirdLife International 2001) la classificano come NT (Quasi Minacciata) nella IUCN red list, in quanto non è ancora specie vulnerabile ma potrebbe diventarlo in futuro. Il suo areale è ampio e diversificato (>1.400.000 mq.) ma intaccato marginalmente dalla distruzione delle foreste di pianura, però la sua popolazione è valutata in più di 100.000 esemplari.Situazione in EuropaPremesso che fino ad oggi non ho avuto il piacere di poter allevare questa stupenda specie, nonostante le numerose ricerche fatte per acquisire almeno una coppia, i dati che vado ad esporre sono gentilmente concessi da mrs. Josè Appels (Olanda) che è senz’altro la maggior esperta allevatrice in Europa della specie in quanto li alleva e riproduce da più di 15 anni e che tiene le fila dei pochi allevatori europei rimasti, a mezzo del suo sito internet dedicato www.psittinus-cyanurus-cyanurus.com A testimonianza della sua capacità basti pensare che alcuni suoi esemplari riproduttivi sono presenti al Loro Parque (E), oltre che in vari paesi europei e che la stessa Rosemary Low le ha dedicato alcuni articoli. Attualmente mrs. J. Appels ha presso di lei 6 coppie ed 1 femmina di P. cyanurus, che si spera diano prole abbondante nella prossima stagione riproduttiva, in quanto purtroppo le coppie non sono ogni anno costanti (numericamente) nella riproduzione di nuovi esemplari, le cui nascite sono sempre ben accolte.Orbene, dati attendibili (2008) indicano che nel nostro continente sono presenti negli allevamenti amatoriali 45 femmine e 31 maschi di P. cyanurus distribuiti presso 18 allevatori, quindi abbiamo in totale 31 coppie e buona parte di queste fatica a riprodursi per i seguenti principali motivi:1)-Difficoltà intrinseca della specie. 2)-Consanguineità oramai troppo stretta. 3)-Problemi sanitari dovuti ad esemplari portatori sani. 4)-Eccessiva frammentazione delle coppie. 5)-Protocollo d’allevamento non rispettato al 100%.Se consideriamo anche che alcuni allevatori in possesso di 1 sola coppia che non si riproduce o di esemplari spaiati (sono la maggioranza), non vogliono cederla in modo da poter raggruppare più coppie, il quadro della situazione non è certamente roseo. Non dimentichiamo infatti che questa specie è parzialmente gregaria e quindi un allevamento con più coppie (ma separate) dovrebbe senz’altro favorire e stimolare la riproduzione delle stesse.Previsioni e provvedimentiQuesto status come è facilmente immaginabile porterà entro una decina di anni o poco più (a mio parere) alla scomparsa o quasi di questa specie dagli allevamenti amatoriali, nonostante gli sforzi ed il prodigarsi di alcune persone che cercano di porre rimedio a questa situazione che assomiglia un po’ (con le debite proporzioni) allo stato attuale d’allevamento dell’Agapornis canus e dell’Agapornis pullarius. Purtroppo quello che manca non è la buona volontà o le capacità od altro………mancano gli esemplari!! Questi sono necessari per poter perseguire un sufficiente programma comune di allevamento (protocollo) fra allevatori selezionati, atto alla riproduzione e diffusione della specie. Credo ci sarebbe quindi bisogno di una ipotetica importazione dal sud-est asiatico di un centinaio di coppie, se non di cattura almeno di allevamento locale (se disponibili), certificate sanitariamente e poi monitorate dagli organi competenti europei e sotto la supervisione, ad esempio, di mrs. J. Appels. Tali coppie andrebbero distribuite presso pochi ma buoni (una decina?) allevatori europei di esperienza e capacità provate, che si rendessero disponibili e si impegnassero a portare avanti un protocollo comune per la non facile riproduzione di questa specie: questo fintanto che non si saranno stabilizzati alcuni ceppi “domestici” e si sarà così scongiurata l’ipotesi della sua scomparsa dagli allevamenti amatoriali europei. Questo sogno potrà diventare realtà? E’ ipotizzabile che con i dovuti appoggi, anche degli organi competenti, qualcosa si dovrebbe poter fare. Operazioni di allevamento “ranching” sono già note, ma sarebbe la prima volta (mi sembra) che ne verrebbe effettuata una per proteggere la “continuità” di una specie volatile in allevamento e non in natura, anche se i due aspetti alla fine si compenetrano e si completano.Si tende sempre a pensare positivamente, ma non nascondo che in questo caso le complicanze sono tante e forse l’interesse del problema non riuscirà a pareggiarle.- Luca Bernardis - Josè AppelsTesto:Luca Bernardis – www.agapornistaranta.infoFoto:Josè Appels – www.psittinus-cyanurus-cyanurus.com



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